La giustizia sociale non è pensabilie se non in funzione della libertà individuale

Piero Calamandrei

La legge è ordine e, di necessità, la buona legge è buon ordine

Aristotele

Non può esistere società umana senza diritto

Karl Popper
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Lo Studio Legale Coscarella nasce da un progetto dell’Avv. Vittorio Coscarella volto alla costituzione di un team professionale a carattere plurisettoriale e vocazione fortemente civilistica, societaria, bancaria e finanziaria.

Attualmente lo Studio può contare, oltre al titolare, dell’apporto professionale di due avvocati civilisti, un avvocato penalista e due dottori in Giurisprudenza.

Lo Studio si propone nell’attuale mercato dei servizi legali come una realtà dinamica, altamente specializzata, dotata di un’organizzazione evoluta e in grado di offrire una varietà di servizi integrati, di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale, in materie che richiedono competenze di natura interdisciplinare.

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La violazione delle regole generali di buona fede e correttezza, che presiedono anche all’esplicarsi del principio di maggioranza nelle deliberazioni degli organi collegiali può condurre ad eccessi ed abusi di potere da parte del socio di maggioranza (o di chi abbia il relativo diritto di voto), idonei a far sorgere l’obbligo di risarcire il danno cagionato agli azionisti di minoranza

In tema di società, la violazione delle regole generali di buona fede e correttezza, che presiedono anche all’esplicarsi del principio di maggioranza nelle deliberazioni degli organi collegiali, il quale non opera senza limiti intrinseci, dovendo comunque la maggioranza operare nel rispetto dei diritti di tutti i soci, oltre che a fondamento di un’azione di annullamento della deliberazione societaria, ai sensi dell’art. 2377 c.c., può condurre ad eccessi ed abusi di potere da parte del socio di maggioranza (o di chi abbia il relativo diritto di voto), idonei a far sorgere l’obbligo di risarcire il danno cagionato agli azionisti di minoranza. In tal caso, la fattispecie comune si individua in una deviazione dagli scopi sociali, consistente nella fraudolenta attività della maggioranza, volta a provocare la lesione dei diritti di partecipazione e dei connessi diritti patrimoniali spettanti ai singoli soci. In particolare, sono ricondotte a questa categoria le deliberazioni maggioritarie che modificano la preesistente struttura sociale, incidendo in modo diretto o indiretto sulla posizione dei singoli soci rispetto all’originaria configurazione della società. Cass. civ. Sez. I, 28/05/2020, n. 10096

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Il fallimento opera in un regime di spossessamento pieno dell’imprenditore insolvente, laddove in caso di procedura di concordato preventivo i beni dell’imprenditore insolvente o in crisi restano di proprietà dell’imprenditore, sotto la vigilanza degli organi della procedura (c.d. spossessamento attenuato)

La speciale disciplina relativa al fallimento opera in un regime di spossessamento pieno dell’imprenditore insolvente, laddove in caso di procedura di concordato preventivo i beni dell’imprenditore insolvente o in crisi restano di proprietà dell’imprenditore, sotto la vigilanza degli organi della procedura (c.d. spossessamento attenuato). Difatti, il commissario giudiziale (organo della procedura) ha compiti di mera vigilanza e il liquidatore giudiziale, nominato in caso di concordato per cessione dei beni, si occupa della liquidazione dei beni del debitore, senza far venir meno la figura dell’imprenditore o degli organi sociali, che continuano ad essere soggetti passivi degli obblighi tributari e di contabilità. Il liquidatore non ha la legittimazione ad agire o resistere, in relazione ai giudizi, compresi quelli tributari, di accertamento delle ragioni di credito e pagamento dei relativi debiti, ancorché influenti sul riparto che segue le operazioni di liquidazione, potendo, al più, spiegare intervento, in quanto la legittimazione processuale spetta all’imprenditore sottoposto al concordato preventivo. Cass. civ. Sez. V, 28/05/2020, n. 10108

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Contratto preliminare, la consegna dell’immobile prima della stipula del definitivo non determina la decorrenza del termine di decadenza per la denuncia dei vizi

In tema di contratto preliminare, la consegna dell’immobile, effettuata prima della stipula del definitivo, non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti, né comunque di quello di prescrizione, presupponendo l’onere della tempestiva denuncia l’avvenuto trasferimento del diritto, sicché il promissario acquirente, anticipatamente immesso nella disponibilità materiale del bene, risultato successivamente affetto da vizi, può chiedere l’adempimento in forma specifica del preliminare, ai sensi dell’art. 2932 c.c. e contemporaneamente agire con l’azione quanti minoris per la diminuzione del prezzo, senza che gli si possa opporre la decadenza o la prescrizione. Cassazione civile sez. II, 27/05/2020, n.9953

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L’assemblea condominiale non può deliberare o consentire opere lesive del decoro dello stabile

Esula dai poteri istituzionali dell’assemblea dei condomini la facoltà di deliberare o consentire opere lesive del decoro dello edificio condominiale, alla stregua dell’art. 1138, comma 4, c.c. Cassazione civile sez. II, 27/05/2020, n.9957

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